Diego Trinciarelli

Passionate Software Developer & Creative Geek

Programmare (per) il futuro

 

Discutendo su Indigeni Digitali circa il proliferare di strumenti online per l'apprendimento di strumenti e metodologie di programmazione ho tratto alcune riflessioni personali relative alla programmazione e a quale significato ed impatto possa avere avuto ed abbia tutt'oggi per me, professionalmente e personalmente.
 

Programmazione come Arte

alla fine dei conti scrivere software è un'attività creativa estremamente complessa per cui è richiesta conoscenza, studio, e creatività, fondamentalmente può essere definita come un'arte.
 
“A tutt’oggi, non ho trovato miglior definizione dell’arte di questa,
L’arte è l’uomo aggiunto alla natura – natura, realtà, verità.
Ma col significato, il concetto, il carattere che l’artista sa trarne, che libera e interpreta.”
Vincent Van Gogh
 

Programmazione come skill fondamentale del 21° secolo

Nel 21° secolo saper programmare è fondamentale, e non mi riferisco solo all'utilizzo di editor testuali e linguaggi di programmazione, ma alla manipolazione di tutti gli strumenti evoluti a nostra disposizione (spreadsheets, smartphones, sistemi operativi, videoregistratori? ) per ottenerne il massimo beneficio.
 

Programmazione come strumento di apprendimento

Imparare a programmare è un mezzo per imparare logica, matematica e geometria, per imparare ad analizzare un problema e risolverlo, ad utilizzare astrazioni sempre più complesse, adatto a creare una forma mentis adatta all'apprendimento e alla soluzione di problemi complessi.
 

Programmazione come espressione di se stessi

Se lo si vede come forma d'arte (o quanto meno come una attività dove la creatività è largamente utilizzata) la programmazione è anche un modo per l'espressione di se stessi e, uno strumento fondamentale per l'acquisizione di quella consapevolezza "demiurgica" comune a chi abitualmente crea.
 
Penso che l' imparare a scrivere (e a pensare il) software sia stata una delle migliori e più utili scelte che io abbia fatto nella mia vita e non puramente dal punto di vista lavorativo, quanto per la soddisfazione, la consapevolezza e le capacità che sono riuscito a trarne.

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  • http://fabiolalli.com Fabio Lalli

    Condivido in pieno soprattutto l’ultimo passaggio “Penso che l’ imparare a scrivere (e a pensare il) software sia stata una delle migliori e più utili scelte che io abbia fatto nella mia vita e non puramente dal punto di vista lavorativo, quanto per la soddisfazione, la consapevolezza e le capacità che sono riuscito a trarne.”.

    Grandi Diego, per quello che può valere, ti stimo moltissimo.

  • Ennio Masi

    “Se lo si vede come forma d’arte (o quanto meno come una attività dove la creatività è largamente utilizzata) la programmazione è anche un modo per l’espressione di se stessi e uno strumento fondamentale per l’acquisizione di quella consapevolezza ‘demiurgica’ comune a chi abitualmente crea.” … sono d’accordissimo e sottoscrivo! Da tenere in ufficio e usare da mantra!

    Grande post!
    Ennio

  • Pasquale Paola

    E’ una delle cose piú “romantiche” che abbia letto sull’incredibile mondo dell’it. Grande post!!! Per nn parlare dell’empatia che scatena.